Il corso del fiume e le sue origini

Il Sele è un importante fiume della Campania, lungo 64 km, il secondo della regione e del Mezzogiorno d'Italia per volume medio d'acque.

Identità, storia e memoria

Nasce alle pendici sud-orientali del Monte Paflagone, presso Caposele, dove le sue sorgenti principali – dette “della Sanità” – sgorgano a 420 m s.l.m. Scendendo verso sud, il fiume costeggia la rocca di Quaglietta e giunge a Contursi Terme, dove riceve da sinistra il Tanagro, il suo principale tributario, che ne incrementa notevolmente la portata. Le sue acque, da sempre fonte di fertilità, scorrono poi placide nella fertile Piana del Sele prima di riversarsi nel Mar Tirreno.

Un fiume navigabile al centro della storia

La storia del fiume Sele ha radici antichissime. Insediamenti risalenti fino al II millennio a.C. testimoniano l’importanza strategica di questo corso d’acqua. Le fonti classiche – come Plinio il Vecchio e Strabone – parlano del Silarus, un fiume che in epoca romana era addirittura navigabile, come dimostrano i resti di antichi porti fluviali. Il fiume segnava il confine del territorio dei Lucani e divenne un vitale scalo commerciale creato da coloni sibariti. Nel 71 a.C., le sue rive fecero persino da scenario alla battaglia finale tra l’esercito di Spartaco e la cavalleria di Marco Licinio Crasso.

Magie di un fiume

Il Sele non è solo un flusso d’acqua, ma un ecosistema vivo capace di dipingere opere d’arte effimere. Questa galleria è un viaggio visivo alla scoperta dei suoi segreti più intimi. Riflessi, trame organiche e geometrie naturali che, catturate da vicino, si trasformano in suggestive composizioni astratte. Un invito a rallentare lo sguardo e a scoprire la bellezza nascosta nei minimi dettagli del fiume.

Oasi naturali e riserve protette

Per tutelare questo delicato ecosistema, il corso del fiume è protetto dalla Riserva Naturale Foce Sele – Tanagro. Le sue sponde sono ricche di boschi igrofili di pioppo, salice e ontano. Lungo il suo tragitto incontriamo luoghi di straordinaria attrattiva, come l’Oasi di Persano (gestita dal WWF), che rappresenta un habitat fondamentale per la lontra, la cui presenza è indice di un’eccellente qualità ambientale. L’area ospita anche anfibi rari, come l’ululone dal ventre giallo, e un’incredibile varietà di uccelli tra cui l’airone cenerino e il falco pellegrino.

La biodiversità e la fauna ittica

Nonostante le pesanti captazioni storiche (come quella dell’Acquedotto Pugliese), il Sele mantiene un’incredibile ricchezza biologica sotto il pelo dell’acqua. La fauna ittica è variegata e vitale: nelle sue acque nuotano il barbo comune, il cavedano, il triotto e magnifiche trote. Particolarmente affascinante è la presenza dell’alborella (specie endemica dal corpo argentato) e, soprattutto, dell’anguilla europea. Quest’ultima compie un ciclo vitale incredibile, discendendo dai fiumi fino al mare per riprodursi nel lontano Mar dei Sargassi, rendendo il Sele un corridoio biologico di inestimabile valore.

Il rito della Vagnatura.
Un tuffo nell'antica tradizione rurale.

Ogni anno, verso la fine di maggio, le limpide acque del fiume Sele a Contursi Terme diventano il palcoscenico di una delle tradizioni più antiche e affascinanti del nostro mondo rurale, la “vagnatura“. Questo straordinario rito propiziatorio precede la tosatura e vede le greggi di pecore tuffarsi acrobaticamente nel fiume, attraversandolo da una sponda all’altra sotto l’occhio vigile dei cani e l’abilità dei pastori, in particolare dei cosiddetti “lanciatori”.

Se un tempo il bagno delle pecore rispondeva alla semplice necessità pratica di lavare la lana, oggi rappresenta un vero e proprio momento di benessere e identità. Scegliendo un tratto del fiume ricco di acque sulfuree, lo zolfo regala agli animali un naturale trattamento di bellezza e disinfezione. Tramandata con profonda tenacia dagli anziani ai pastori più giovani, la vagnatura è una festa che celebra il legame indissolubile tra la comunità e la natura, dove tra tuffi spettacolari – e qualche “lanciatore” che ogni tanto finisce in acqua a sorpresa! – continua a vivere l’anima più autentica del nostro territorio.

Foto –  Lello Gaudiosi

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